1° maggio: giorno consacrato da tutti come festa dei lavoratori, ma anche una grande occasione per riunire un’ Italia, oggi divisa come non mai dopo queste ultime elezioni… e cosa c’è di meglio di un grande concerto per fare ciò? La musica dopotutto è di natura un’ arte dotata della straordinaria capacità di riunire sotto l’unica bandiera della cultura e del divertimento votanti di destra e sinistra, soprattutto se i temi principali (come quelli di quest’anno) sono la lotta alla mafia e alla disoccupazione, due dei principali problemi dei lavoratori al giorno d’oggi.
A presentare l’evento per il terzo anno di seguito è stato il famoso comico Claudio Bisio, affiancato come da tradizione da una folta schiera di artisti e comici che si sono alternati sul palco regalando ore di puro divertimento e buona musica alle migliaia di persone di ogni età e provenienza che affollavano piazza s. Giovanni (alcune delle quali arrivate persino alle prime ore dell’alba). L’esibizione è cominciata alle 4 con l’esibizione di Pino Daniele e dei Nomadi (nulla in questa edizione ha provocato più entusiasmo in piazza di quello dimostrato dal pubblico all’esecuzione del brano “vagabondo che son io”) per arrivare al sound travolgente di Max Gazzè e degli Hard-fi.
La prima parte del concerto è terminata infine alle ore 7 circa con l’esibizione dei Baustelle, per poi ricominciare, dopo una pausa di un’oretta circa, alle 8 con Caparezza, uno degli artisti in generale più attesi dagli spettatori.
È proprio nella seconda parte del concerto che si sono fatte sentire di più le potenzialità della musica italiana con nomi del calibro di Piero Pelù, Negramaro, Luciano Ligabue, Capossela e Bennato -con la partecipazione straordinaria di Skin, ex leader degli Skunk anansie - che hanno infiammato il pubblico ininterrottamente fino alle 11. la serata si è conclusa infine verso mezzanotte dopo che nell’ultima ora si sono alternati Teresa de Sio, Marlene Kuntz, Cappello a Cilindro e Biogora.
L’impressione che questa giornata mi ha lasciato non può essere altro che positiva naturalmente, così come credo sia stato per tutti quelli che vi hanno partecipato: dopotutto è difficile non divertirsi in occasioni come queste dove la buona musica unita all’atmosfera (e perché no?!) anche alla compagnia degli amici regala momenti davvero indimenticabili.
Un fattore che mi ho molto apprezzato di questa edizione è stata la quasi totale mancanza di gravi disordini (solo la solita manciata di persone un po’ brille a causa di una birretta di troppo) nonostante le persone in piazza fossero davvero tante e non sempre tranquille. Un esempio? Beh, non sono mancati di certo i momenti dove qualche individuo ha compiuto gesti potenzialmente pericolosi solo per poter seguire meglio le esibizioni, come ad esempio il geniaccio che si è arrampicato alla sommità di un lampione vicino al palco (guarda, c’è uno lassù che vuole crepare! ndr) o come la trentina di persone appollaiate sopra la pensilina della fermata dell’autobus (ormai è una tradizione del primo maggio vedere Bisio che dice a questi ultimi di scendere da lì)… ma dopotutto il primo maggio è anche questo, no?
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